Complottismo, fake news e altre trappole mentali

Che cosa determina la diffusione di teorie del complotto e fake-news? Attraverso un percorso
interattivo e ludico, guideremo visitatrici e visitatori in una esplorazione della mente complottista,
per scoprire i meccanismi cognitivi, sociali e culturali che favoriscono l’adesione a teorie del
complotto e ad altre forme di disinformazione. Uno dei messaggi centrali che ne emergeranno è che
molti di questi meccanismi – come quelli legati a bias cognitivi, bolle epistemiche e camere dell’eco
– sono meccanismi universali, presenti cioè nella mente di ciascuno di noi. Comprendere la mente
complottista significa quindi, in ultima istanza, comprendere la nostra stessa mente: riconoscere i
limiti e le imperfezioni del nostro modo di ragionare e prendere consapevolezza del fatto che siamo
tutte e tutti meno razionali di quanto non ci piaccia pensare. Su queste basi affronteremo poi anche la
questione etico-pratica di quali siano le migliori strategie di contrasto alla disinformazione,
valutandone non soltanto l’efficacia, ma anche la legittimità in un contesto democratico.

Clicca qui per esplorare il percorso.

Percorso a cura di Anna Ichino, Paolo Spinicci, Clotilde CalabiDipartimento di Filosofia “Piero Martinetti” (UniMi).